Visita Virtuale di Palazzo Olivieri

La Fondazione Rossini e l’Università Politecnica delle Marche hanno iniziato un rapporto di collaborazione per integrare le attività culturali della Fondazione con le attività di ricerca dell’Università. La Convenzione stipulata con il D.A.R.D.U.S., ovvero il Dipartimento di Architettura – Rilievo – Disegno – Urbanistica – Storia, mira alla valorizzazione, analisi e musealizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico inerente la vita e l’opera di Gioachino Rossini mediante l’impiego di tecnologie digitali, l’allestimento di musei fisici e/o virtuali e alla diffusione telematica del materiale così prodotto.

Il primo risultato di questa collaborazione è la visita virtuale di Palazzo Olivieri, proprietà della Fondazione Rossini, sede del Conservatorio Statale di Musica “G.Rossini” e della stessa Fondazione, visitabile cliccando qui.

Palazzo Olivieri, edificato nel 1749 su progetto dell’architetto pesarese Gian Andrea Lazzarini (1710-1801) su commissione dell’erudito pesarese Annibale degli Abbati Olivieri, fu acquistato nel 1884 dall’Amministrazione comunale per divenire nel 1892 sede del Liceo Musicale Rossini. La nuova destinazione d’uso comportò, tra il 1884 e il 1892, importanti lavori di ristrutturazione per l’adeguamento dello stabile alle sue nuove funzioni. In tale occasione avvenne l’edificazione del Salone Pedrotti per concerti sull’area disponibile alla destra del palazzo, la cui settecentesca facciata dovette perciò subire un rilevante ampliamento con la creazione di un secondo ingresso identico a quello originario disegnato dal Lazzarini e sovrastato da una balconata in pietra.

Nel primo cortile si trova la statua in bronzo di Rossini realizzata nel 1864 da Carlo Marocchetti (Torino 1805 – Passy 1867) e qui trasferita dai giardini della stazione ferroviaria nel 1887.

L’interno del palazzo è stato affrescato sia dal Lazzarini che dai suoi allievi; in particolare nella Sala dei Marmi vi sono raffigurate le vicende storiche della comunità pesarese. Particolare curioso, quelli che sembrano veri marmi sono invece frutto di una tecnica che usa scagliola mescolata a colore. Nella sala denominata Tempietto Rossiniano, il cui soffitto è decorato con motivi pompeiani, sono custoditi, tra gli altri, gli autografi delle opere rappresentate a Napoli per la prima volta: Elisabetta, regina d’Inghilterra (4 ottobre 1815), Otello, ossia il Moro di Venezia (4 dicembre 1816), Armida (11 novembre 1817), La donna del lago (24 ottobre 1819), Maometto II (3 dicembre 1820), Adina (22 giugno 1826).

Un settore apposito è dedicato alle numerosissime onorificenze che Rossini ricevette nel corso della sua vita da sovrani, governi ed associazioni di tutto il mondo. Sono inoltre custoditi il dagherrotipo di Nadar e il ritratto di Gustav Doré.