ZELMIRA 1822-2022
Pesaro, Casa Rossini/Museo Nazionale Rossini
10 agosto – 27 novembre 2022

Mostra a cura di Catia Amati, Lucia Ferrati, Maria Chiara Mazzi, Andrea Parissi
Con la collaborazione di Sergio Ragni e Luigi Cuoco
Produzione editing video Andrea Parissi
Foto di scena Ph. Amati Bacciardi
Si ringrazia Concetta Assenza, Daniele Carnini, Paolo Cattano, Comune di Saronno, Cecilia Gennaioli, Noemi Giommi, Agnese Lombardi Borgia, Luca Montini, Andrea Olmeda, Brunella Paolini, Alessandra Zanchi

UN’OPERA EUROPEA
Per il settimo anno consecutivo la città di Pesaro dedica una mostra all’opera di Rossini che compie duecento anni. Nel 2022 è la volta di Zelmira; la mostra sceglie di ripercorrere l’itinerario dell’opera attraverso l’Europa, dal debutto napoletano fino a Vienna e a Parigi.
Questo “dramma per musica” racconta la storia di Polidoro, re di Lesbo, e di sua figlia Zelmira: la loro legittima autorità è minacciata da nemici e usurpatori, che alla fine vengono sconfitti.
Il poeta Andrea Leone Tottola trasse il libretto da Zelmire (1762), tragedia del drammaturgo francese Dormont de Belloy. Durante l’ancien régime e durante la Restaurazione, il potere costituito poteva apprezzare una vicenda come questa, in cui l’antico potere messo in pericolo, viene protetto e ristabilito, comunicando così un messaggio di fedeltà ai legittimi sovrani. Rossini riscatta con la sua musica questa trama antiquata: l’opera è scritta in uno stile abbagliante e cosmopolita, giudicato da un giornale dell’epoca come “il più grandioso di qualsiasi sua opera”.
Rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo Napoli il 16 febbraio 1822, Zelmira è l’ultima opera della ‘stagione napoletana’ di Gioachino Rossini; come scrisse il «Giornale del Regno delle Due Sicilie», in essa egli “progredisce a gran passi per la via della perfezione”. Straordinaria la compagnia di canto che, a fianco di Isabella Colbran come protagonista, vede Giovanni David (Ilo), Andrea Nozzari (Antenore), Antonio Ambrosi (Polidoro), Michele Benedetti (Leucippo). Due mesi dopo la ‘prima’ napoletana, Zelmira inaugura a Vienna la vera e propria carriera internazionale di Rossini. Proprio a Vienna, infatti, a partire dall’aprile del 1822 e per circa quattro mesi, viene organizzato una sorta di Rossini Opera Festival ante litteram, che vede protagonista il compositore pesarese con cinque delle sue opere più acclamate, interpretate dalla compagnia degli artisti attivi al San Carlo di Napoli, a tutti gli effetti i più grandi nomi di quel momento.
Certo, le opere di Rossini sono già eseguite in tutta Europa, ma questa volta i viennesi possono godere non solo della musica, ma anche della presenza dell’autore che trasformerà un evento musicale in uno degli avvenimenti più importanti nella capitale imperiale anche dal punto di vista storico, politico e culturale.
Passano quattro anni e, il 14 marzo 1826, Zelmira arriva al Théâtre-Italien di Parigi, ancora alla presenza di Rossini; la parte finale dell’opera è modificata per la nuova primadonna, Giuditta Pasta, alla quale si affiancano Giovanni Battista Rubini, Marco Bordogni, Carlo Zucchelli e Nicolas-Prosper Levasseur.
Anche se l’autografo di Zelmira è conservato alla Bibliothèque nationale de France, una parte dell’opera è gelosamente custodita a Pesaro: si tratta dell’autografo dell’aria di Emma composta per la ripresa viennese.
Ed è stata Pesaro a rinverdire i fasti di Zelmira: la Fondazione Rossini ne ha infatti pubblicato l’edizione critica nel 2005 (a cura di Helen Greenwald e Kathleen Kuzmick Hansell) e su questa edizione critica sono basate le rappresentazioni al Rossini Opera Festival.
Zelmira era arrivata al ROF per la prima volta il 14 agosto 1995, realizzata attraverso la regia di Yannis Kokkos, con l’orchestra del Comunale di Bologna sotto la direzione di Roger Norrington. Tra gli interpreti si ricordano Mariella Devia nel ruolo della protagonista, Giorgio Surjan (Polidoro), Paul Austin Kelly (Ilo) e Bruce Ford (Antenore).
Dopo quattordici anni eccola di nuovo sulle scene pesaresi il 9 agosto 2009, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti e i costumi firmati da Cristian Taraborrelli e Angela Buscemi. Tra gli interpreti si ricordano Kate Aldrich (Zelmira), Alex Esposito (Polidoro), Juan Diego Flórez (Ilo) e Gregory Kunde (Antenore), con l’orchestra del Comunale di Bologna sotto la direzione di Roberto Abbado.
Come ormai consuetudine, la mostra propone un viaggio tra passato e presente, attraverso spartiti e libretti d’epoca, immagini degli interpreti storici e moderni, fotografie, locandine, figurini e costumi di scena, programmi di sala e manifesti delle rappresentazioni al ROF.
La mostra – che si aprirà il 10 agosto e si chiuderà il 27 novembre 2022 – ha il suo cuore a Casa Rossini e si completa al Museo Nazionale Rossini, dove i visitatori avranno la possibilità di ammirare, tra gli altri tesori, l’autografo dell’aria di Emma “Ciel pietoso, ciel clemente”, composta appositamente per la ‘prima’ viennese.